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Mulino ad acqua del 1542
     
Un vecchio mulino ad acqua perfettamente funzionante risalente al periodo feudale, a due palmenti con macine francesi, già citato in un documento del 1542, che conserva le caratteristiche ed il fascino di un passato che non c’è più, in Via Mulino, 3 di MOMPERONE (AL) all'interno di una proprietà privata e quindi visitabile solo, nei giorni feriali ,a seguito di prenotazione telefonica al numero 0131784684 ( Famiglia Zelaschi intestataria della derivazione dell'acqua e proprietaria sino al 2009 ) almeno alcuni giorni prima della visita effettiva. Gli ZELASCHI antica famiglia piemontese, di chiara ed avita virtù, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d’Italia. L’origine di tal cognominizzazione, al dir di illustri genealogisti, andrebbe ricercata in una forma alterata, probabile esito di un’erronea traduzione manoscritta, del nome spagnolo “Velasco”, appartenuto, probabilmente, ad un, oggi ignoto, capostipite. Tal casato, verosimilmente, venne fregiato del cavalierato in seguito alla virtuosa e coraggiosa partecipazione di un Saverio Zelaschi , sotto i vessilli del “Conte Rosso”, ovvero Amedeo VII, alla conquista , nel 1388 di uno sbocco al mare con Nizza, uno dei capisaldi del potere della Casa Savoia in Piemonte. I componenti maschi della famiglia ZELASCHI, raffigurati nella foto, insediata in Località Mulino già dal 1766 hanno sempre svolto l’attività di mugnaio. La Famiglia della foto era così composta : Zelaschi Giacomo e la moglie Sarisio Giuseppina con i figli Zelaschi Vittorina, Palmira, Maria, Luigina, Amedeo, Amilcare, Vittore, Osvaldo ed Ottavio.Bisogna precisare inoltre che le descrizioni dei vari cognomi partono da poche origini certe e da molte supposizioni. Che nella maggior parte dei casi sono state formulate delle ipotesi che possono avvicinarsi con minore o maggiore probabilità alla fonte del cognome stesso. In particolare le notizie inserite sono state tratte da : Heraldrys Institute of Rome.

Il mulino è una struttura metaforica collegata sia all’acqua che all’aria .
Tipica raffigurazione del Presepe Piemontese . I significati del mulino sono strettamente collegati al “tempo” :
  • la ruota o le pale che girano simboleggiano il trascorrere degli anni e della vita;

  • la trasformazione dei chicci di frumento ( o altro ) in farina ripropone il tema del cambiamento, del passaggio da uno stato all’altro. Il bianco della farina aggiunge il valore della purezza;

  • i chicchi poi esprimono il concetto del continuo rinnovamento, in quanto, seminati, riproducono la pianta, da cui si ricavano nuovi chicchi, secondo un processo che non ha fine e che simboleggia l’eternità.


  • Da : “ Presepe e personaggi della tradizione piemontese storia curiosità costumi fede attività usanze leggende e superstizioni delle Genti del Piemonte “ di Guido Moro.

    Parrocchia Santi Pietro e Vittore
         
    La Parrocchia dei Santi Pietro e Vittore in stile barocco con interessanti altari in marmo, fatti erigere con il contributo del parrocchiani nel 1800, edificata nel corso del XV secolo, su un edificio preesistente ( XII secolo) dedicato al solo San Vittore (Santo Patrono del Paese - 08 Maggio ). Fu infatti nel 1497 che i Marchesi Guidobono decisero di adibire al culto la Cappella di San Pietro, che ha conservato così la doppia intitolazione " Santi Pietro e Vittore ".Decorata nel Presbiterio dal pittore torinese Delle Ceste, conserva la statua in legno (San Vittore) dello scultore Don Leopoldo Corazza, un interessante coro ligneo e le stazioni della via Crucis di autore sconosciuto recentemente restaurati.
    La Festa Patronale cade nel giorno dell'Esaltazione della Santa Croce - Festività della Chiesa Cattolica, della Chiesa Ortodossa e di altre confessioni cristiane. In essa si commemora la croce sulla quale fu crocefisso Gesù ed è collocata il 14 Settembre. A Momperone viene festeggiata, per motivi organizzativi, anticipando o posticipando alla domenica.
    Parte della nostra storia è sicuramente anche il locale adiacente alla Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Vittore, denominata Sala Parrocchiale Don Raffaele Berri in memoria del Parroco che si dedicò alle anime di Momperone nel periodo dal 1917 al 1952 (facendo altresì decorare la Chiesa stessa dal pittore tortonese Pietro Mietta). Di proprietà della Parrocchia, abbandonata da anni ed adibita a magazzino, concessa al Comune di Momperone in comodato gratuito per quindici anni, è stata riqualificata e messa a disposizione di tutti quanti volessero incontrarsi per chiacchierare in compagnia, da parte di quest’ultimo.
    La sala presidio socio assistenziale diurno per anziani e giovani della grandezza di mq. 50 con ingresso dal Vicolo della Chiesa è perfettamente arredata, dotata di riscaldamento autonomo e servizio igienico privato, utilizzabile sia per la lettura di libri di proprietà comunale da utilizzare in prestito sia per la visione della TV che per ogni altro motivo di incontro.
    Lo scorso anno grazie ad un notevole sforzo finanziario dell’Amministrazione Comunale e soprattutto dell’A.T. Pro Loco siamo riusciti a sistemare anche il Giardino Parrocchiale completando così un angolo di Momperone molto caratteristico. Una parte dello stesso è dedicata al gioco degli scacchi. Gioco ultimamente non molto diffuso perchè sostituito dai giochi elettronici ma che speriamo possa essere rivalutato (le pedine e il telo da posizionare sul basamento nel giardino sono a disposizione su richiesta).
    E’ possibile su prenotazione presso gli uffici comunali visitare la Chiesa e la Sala Parrocchiale.

    Azienda Agricola e Agrituristica CA' DELL'AGLIO di Delucchi Gemma
    www.cadellaglio.it
    gemma@cadellaglio.it      
    Via Casa dell'Aglio, 2A
    15050 MOMPERONE (AL)
    Tel. 0131.784510 - Cell. 340.2728738

    Alloggio agrituristico con n. 10 mini appartamenti, ed una suite, tutti arredati con mobili d'epoca, servizi privati. Ricettività all'aria aperta e somministrazione alimenti e bevande - Cucina casalinga - Prodotti tipici - Massimo 60 posti - Sala convegni - Conferenze.
    L'azienda dispone circa 50,00 ettari coltivati personalmente e con l'aiuto di famigliari e numerosi animali da cortile
    Ideale per visite scolastico/didattiche su prenotazione
    Chiuso il Lunedì

    Splendida vista panoramica sul campo da golf e luogo ideale per ammirare le stelle nelle calde serate estive
    La famiglia DELUCCHI ha da sempre lavorato e vissuto in Località Casa dell'Aglio. Il cognome Delucchi (De Lucchi) deriva da un nome proprio di persona (antroponimo) e santo ( agionimo) – Dal greco lyké: alba e dal latino lux-lucis-lucem : luce e quindi “colui che splende e riceve luce ( da Dio)” Tra le varianti e derivati principali l’originario “Luca” ( a sua volta generato da Luce – Lucia Lucio ) diventa De Lucia, Lucarelli, Luchi, Lucchi , Luzi ecc. Più o meno equamente distribuito su tutto il territorio italiano. Etimologicamente , sono due i nomi propri da cui il nutrito ceppo di cognomi “ lucani” deriva : Lucia ( Lucio) Luca ( Lukas) : due nomi greci che saranno ripresi e diffusi anche come cognomi in era cristiana, in crescita costante specie nel medioevo, grazie al culto della martire : Santa Lucia patrona dei ciechi e della vista e di uno dei quattro evangelisti : San Luca. Come toponimo potrebbe anche derivare da “luk” : una radice celto – ligure che in gergo toponomastico significa “ Luogo paludoso “ . Fra i motti dei Delucchi “Gere animum laude dignum” – Governa l’animo ( affinché sia sempre ) degno di lode.La Famiglia Delucchi raffigurata nella foto abitava in Località Casa dell’Aglio ed era così composta : Delucchi Pasquale e la moglie Martinasco Maria con i figli Delucchi Giocondo, Dante, Luigi, Giuseppe, Giovanni, Luigina ed altri parenti.
    Bisogna precisare inoltre che le descrizioni dei vari cognomi partono da poche origini certe e da molte supposizioni. Che nella maggior parte dei casi sono state formulate delle ipotesi che possono avvicinarsi con minore o maggiore probabilità alla fonte del cognome stesso. In particolare le notizie inserite sono state tratte da : “Cognomi Italiani – Origine e significato” De Vecchi Editore ; “Dizionario Ragionato dei Cognomi Italiani” – Michele Frangipane ; “ Dizionario dei Cognomi Italiani - Emidio De Felice” – Oscar Studio Mondadori;

    RISTORANTE “DEL PERSICO”
         
    BAR RISTORANTE
    Via Pradaglia, 4
    15050 MOMPERONE (AL)
    Tel. 0131784678

    Cucina tradizionale – Massimo 200 posti

    Chiuso il Lunedì

    AZ. AGRITURISTICA “LA NUOVA VALLE” S.S.
         
    Via Bellingera, 1
    15050 MOMPERONE (AL)
    Tel. 0131786109
    Cell.: 3358407334 - 3484078493

    Somministrazione alimenti e bevande, possibilità di attività ricreative. Cucina rurale tradizionale.
    Massimo 60 posti.
    Produzione di frutta , verdura, carni e salumi.
    Aperto nei giorni Venerdì, Sabato e Domenica (pranzo e cena).
    Nei giorni di Martedì, Mercoledì, Giovedì aperto solo su prenotazione.
    Nel periodo estivo tutte le sere ricettività all'area aperta con grigliate di carne e verdure alla brace.

    Chiuso il Lunedì

    Da alcuni anni è disponibile anche l'alloggio agrituristico con 2 camere in sede distaccata in Alta Val Curone.
    Corrado, Fabio e Mario Vi aspettano.

    AGRITURISMO “IL CASTELLO”
    di Angeleri Maria Pia
         
    Località Castello, 4
    15050 MOMPERONE (AL)
    Tel. 0131784978
    Cell. 3471209743
    Agriturismo con ricettività all’aria aperta e somministrazione alimenti e bevande.
    Cucina casalinga – prodotti tipici. Massimo 40 posti.
    Chiuso il Lunedì e il Martedì.
    Tutti i Mercoledì "Serata della Pizza" con forno a legna.
    Allevamento bovini allo stato semibrado. Utilizzo di carni bovine di produzione propria.

    MACELLERIA di Zanotti Fabio
         
    L'Azienda Agricola e Agrituristica
    LA NUOVA VALLE s.s. ha ampliato la propria attività aprendo, all'interno dell'area già adibita ad Agriturismo, il negozio per la vendita diretta dei prodotti ricavati per coltura o allevamento dalla propria azienda.
    Il locale, aperto al pubblico anche alla Domenica mattina e chiuso il Lunedì e Martedì, offre alla propria clientela carni, frutta, verdura e prodotti tipici.

    Via Bellingera, 1 - 15050 MOMPERONE (AL)
    cellulare 3351622234

    GOLF & COUNTRY VAL CURONE S.R.L.
    www.golfvalcurone.com
    info@golfvalcurone.com      direttore@golfvalcurone.com
    Campo Golfistico a 18 buche – Par 72 di recente realizzazione dotato di campo pratica, club house, palestra e centro benessere. Percorso aperto tutto l’anno , fatto salvo per alcuni brevi periodi nei mesi invernali causa maltempo.

    CLUB HOUSE Tel 0131784514 Fax 0131784407

    Aziende Agricole presenti sul territorio che hanno aderito al programma per la produzione prodotti biologici
         
    FRANCHINI Maurizio - Via Pradaglia, 2 - Cereali/Fieno
    GATTI Fabrizio - Via San Giorgio, 7 - Cereali/Leguminose
    LA NUOVA VALLE s.s. - Via Bellingera, 1 - Cereali/Foraggi/Frutta/Verdura
    LAVASELLI Alberto - Via Carona, 11 - Cereali/Fieno
    LAVASELLI Brunella - Via Lavasello, 2 - Cereali/Foraggi/Vino
    MELELEO Generoso - Via Lavasello, 14 - Erbe Officinali/Vino

    TENUTA IL FIENILE
    tenutailfienile@gmail.com      
    Via Pieve,1
    15050 Momperone (AL) cell. 3337253922 o 3336430757

    L'Agriturismo Il Fienile, aperto tutto l'anno, offre un perfetto rapporto qualità prezzo e un'ottima cucina ( tradizionale piemontese e tipica rumena). Su prenotazione si organizzano cene aziendali e banchetti nuziali.
    Immerso in una quiete assoluta, offre la possibilità di trascorrere periodi di assoluto relax, facendo bellissime passeggiate a piedi o in mountain bike.

    Silverado Ranch
    Località Pieve, 1 - 15050 MOMPERONE (AL)
    roper_forever@libero.it      
    Il Silverado Ranch in Località Pieve di Momperone è immerso nel verde ed ospita principalmente cavalli salvati al macello o abbandonati dai loro padroni che non avevano più la possibilità di accudirli, per reintegrarli nell'ambiente equestre. Presso la nostra struttura è possibile acquistare e/o addestrare cavalli e pony. Siamo inoltre a disposizione per lezioni di monta western, passeggiate a cavallo, trekking e per i più piccoli lezioni con dolcissimi pony per avvicinarsi al mondo del cavallo come in un gioco, in un ambiente incontaminato, all'aria aperta e distante dallo stress della città.
    Per info 3397101266 Giada

    Cognomi diffusi nel territorio comunale
         
    Il Cognome BASSI deriva dal cognomen latino Bassus , nato evidentemente da un soprannome costruito sull’aggettivo latino Bassus, che indicava anticamente una persona tarchiata e grassa, più che di bassa statura , anche se i due difetti erano considerati collegati. In epoca medievale l’aggettivo “basso” mantenne solamente il riferimento all’altezza e continuò ad essere usato come soprannome. Per alcune varianti non si può escludere l’influsso di nomi di luogo come Bassano. Il cognome è presente in tutta Italia. Nei secoli anteriori e successivi alla nascita di Cristo non pochi furono i Basso, romani, di chiara fama : generali e poeti, ammiragli e grammatici; e nel settentrione, ove forse esulando in tempi antichi presero stanza, li troviamo a Genova, Tortona, Voghera, Pavia, Alba, Gamondio (poi Alessandria) Asti, già nei secoli XI e XII denominandosi indifferentemente Basso o Bassi con maggior frequenza di quest’ultimo dopo il XIII secolo. In un trattato di pace tra estrinseci ed intrinseci conclusosi il 24 maggio 1337 nella chiesa di S.Lucia, fuori Tortona, sull’omonima collinetta , ed in cui erano revocati bandi, confische , gravezze, processi, condanne, ecc. i presenti, tra cui i Bassi di parte estrinseca , promettono e giurano di osservare i patti sanciti (Julia Dertona, marzo 1910).
    Quale sia il luogo in Piemonte, Lombardia , Veneto, Emilia e Liguria ove non dimori una famiglia FERRARI non sapremmo proprio dire, ed un’indagine a tale fine darebbe degli interessanti quanto inaspettati risultati.Studi recenti affermano trattarsi di casate di origine propria, senza vincoli di consanguineità, così nominatesi dall’appellativo attribuito sin dall’età del ferro agli addetti alla fondita e forgiatura del metallo, generando così un caso di omonimia particolarmente interessante anche per l’onomastica. Il maestro d’arte l’artefice , il faber ferrarius volgarizzandosi scrisse il suo assunto in due antroponimi distinti Fabbro, Fabbri e Ferrero, Ferrari esaltati dapprima come nome proprio , indi come cognome cui venne aggiunto il nome per una più precisa identificazione, oppure fu adottato l’antroponimo seguito dal patronimico… e l’argomento , attraente, ci porterebbe assai lontano se non dovessimo intrattenerci sul casato che originò questa breve disquisizione. Eccoci così ai Ferrari di Tortona : pare vi risiedessero sin dal XII secolo poiché il Salice ci informa che dopo l’assedio del Barbarossa e la resa della città ( 17 aprile 1155) gli abitanti dovevano abbandonarla con le sole cose che ciascuno poteva portare : i Ferrari – dice – si ritirarono nel loro castello di Brignano ( Annali I, 169 ) ; Brignano a quell’epoca Belegnano, era signoria dei feudatari omonimi per cui opiniamo che quel castello, se effettivamente era un castello , fosse situato nei pressi di detto luogo; aggiungiamo inoltre che nulla vi è di comune con i De Ferrari di Brignano , olim De Ferraris oriundi di Genova, che il 04 settembre 1685 e 18 gennaio 1720 acquistano rispettivamente dai Belcredi un quarto e dalla Camera di Milano gli altri tre quarti col titolo marchionale il feudo di Brignano Curone con Frascata. I noti “ Cartari di Rivalta” contengono numerosi atti relativi ad acquisti, vendite transazioni, donazioni, accensamenti, investiture , permute di beni effettuati tra il 1160 ed il 1300 dal monastero di Rivalta , in cui sono citati come testi altrettanti Ferrari. Numerose cospicue e nobili famiglie tortonesi tra cui quella dei Ferrari, inoltre sottoscrissero il 30 novembre 1588 un impegno a pagare per dieci anni una certa quantità di frumento alla fondazione Monte di Pietà di Viguzzolo a sollievo dei poveri ( Legè, Borgo di Viguzzolo , 22).
    Il cognome PENACCA variante di PENNA diffuso nel Sud, può avere alla base sia originari soprannomi di varia motivazione formati da ‘Penna’ e dai suoi alterati, sia i toponimi del tipo ‘Penna’, ‘Penni’, ecc. con i vari etnici. La Famiglia PENACCA raffigurata nella foto abitava in Frazione San Vittore ed era così composta: Penacca Luigi e la moglie Giacobone Eugenia con i figli Penacca Primina, Secondina, Tersilla, Luigina, Eugenio e Plavina. Altro cognome presente nel territorio comunale è MUTTI. Ipercorrezione dell’aggettivo muti, da un nomignolo affibbiato a persone affette da mutismo, ma anche perennemente taciturne. La voce ha una motivazione onomatopeica e si fonda sulla nozione dell’incapacità delle bestie di parlare con le persone, limitando la loro comunicazione all’emissione di un ‘mu’.
    SCHIAVIIgnorasi l’origine degli Schiavi che tuttavia si presume derivino dalla vicina Liguria: i nominativi di Schiavo e Schiavi infatti sono citati negli elenchi delle famiglie che dal 1250 al 1500 ottennero dal Consiglio degli Anziani facoltà di traffico in Genova e nel suo territorio per l’impiego di somme in commerci marittimi e terrestri (Grillo, Località e cognome della Rep.Genovese, 256); il nome inoltre che non lascia dubbi sul suo significato, era assai comune su quelle riviere ove erano altrettanto leciti i commerci di schiavi e prigionieri catturati nelle guerre in terra e sui mari contro i barbareschi, di chi è soggetto alla totale mercè e dipendenza di un ‘padrone’ senza diritti ( in opposizione a Franco, Libertà ). A Tortona sono inclusi nell’elenco delle famiglie nobili fiorenti nell’anno 1293 pubblicato poi a Milano nel 1503 da Agostino Guidobono senatore di quella città (Annali Tortonesi I, 431:Carnevale, Notiz. Dell’antico e moderno Tortonese, 212). Il cognome, affermatosi in epoca tarda , è diffuso in tutta Italia e in alcune varianti soprattutto nel Triveneto. Altro cognome presente nelle nostre valli FRANCHINI Largamente diffuso e frequente in tutta Italia. Il nome, che risale come etimo lontano dall’aggettivo germanico *franka- “coraggioso, ardito, libero”, è il risultato di due processi di formazione così strettamente interrelati da non essere più distinguibili: in parte è un determinativo etnico ‘Franco’, “appartenente al popolo dei Franchi”, in parte è un determinativo di condizione politico-sociale, ‘Franco’ “[uomo] libero, con pieni diritti” (che era la condizione dei soli Franchi nelle zone da essi dominate).
    GATTI Soprannome da nome comune di animale ( zoonimo) . Dal tardo latino catus o cattus. Soprannome analogico-simbolico riferito a caratteristiche proprie del felino: agilità , flessuosità , astuzia, docilità, mitezza e animale da compagnia. Nel Medioevo circolava pure il nome proprio latino Cattus o Catto forse anche a scopo scaramantico. E forse per questo all’estensione o trasferimento del nome al cognome e allo sviluppo di quest’ultimo non sono estranei anche motivi esoterici e sacrali , sia positivi sia negativi: il gatto era venerato nell’antichità, ma il Medioevo fu propenso a esorcizzarlo ( lo reputava propizio alle streghe ) , quindi , non più nome da battesimo , meglio relegarlo a cognome. I Gatti, il cognome dei quali è comunissimo nell’onomastica di molte regioni come i Bassi, i Ferrari, ecc, li troviamo – e non nel senso metaforico – oltre che a Tortona e suo agro , ad Alessandria, Vercelli, Pavia, Casale, Voghera, Novi, Genova sin dai primi secoli del nostro millennio. Dai “Cartari di Rivalta” si rilevano numerosi testamenti ed istrumenti di vendita, donazioni, permute di beni effettuate dai Gatti tra il 1157 ed il 1271, per lo più in territori di Bassignana e Novi, col monastero di Rivalta; da un atto del 31 ottobre 1191 (II,137) si apprende che poderi del “Feudum Gatorum” in territorio novese confinavano con proprietà acquistate da detto monastero, il che attesta che i Gatti in quell’epoca erano investiti di feudo; Dai prospetti genealogici è evidente l’appartenenza della famiglia al ceto nobile dato l’esercizio dell’arte causidica e notarile ( a quei tempi tali professioni erano denominate arti ) per quattro generazioni consecutive mentre per inserirvisi, tre sarebbero state sufficienti. I De Ferraris di Brignano ed i Gatti, secondo una lettera del 30 settembre 1800 , sono in discordia per attestazioni di enfiteusi in territorio di Frascata contestate dai Gatti. ZANARDIDa nome proprio di persona ( antroponimo ) e di santo (agionomo) - Sub variante di Zanétti e dell’originario Zanni - Zanétti è variante dialettale ipocoristica diminutiva di Zanni, il corrispettivo settentrionale del pan italiano > Gianni. Di rango discreto ( fra i primi 120 in classifica ma con le numerose varianti saliberre in alto ) , è diffuso prevalentemente al Centro –Nord: Zan-Zane-Zani-Zanni-Zannini con altre varianti , semplici e composte, tutti specifici delle Venezie ( ma frequenti anche il Lombardia-Est ed Emilia Romagna, Liguria e Piemonte; sporadici pure altrove ). Tale cognome con le sue varianti si attesta a partire dal Medioevo cristiano, grazie al medesimo condiviso culto di tanti Santi Giovanni omonimi ( e ai numerosi altri nelle forme composte ).
    MARTINELLI Da nome proprio di persona (antroponimo) e santo (agionimo)Dal latino “Martinus” consacrato a Marte – dall’originario Martino – De Martini i Martinelli di altissimo rango ( la terna pan italiana di testa è nei magnifici 7 in classifica ). Diffuso un po’ in tutta Italia. Si ripete la storia dei Marco-Marchetti, parenti molto stretti dei Martini, e prossimi incrociabili, avendo in comune sia l’origine sia l’etimo sia il culto per Marte e, in questo caso, per San Martino (IV sec.) vescovo di Tours al cui carisma sin dal Medioevo cristiano il cognome deve la propria ascesa. I “Martinitt” o “Martinetti” ( all’inizio affidati alle cure dei Padri Somaschi o Servi dei poveri fanciulli) sono ancora una istituzione benefica milanese a favore degli orfanelli. La “Martinella” era una campana inalberata sul Carroccio o Castello di legno: serviva da richiamo e da segnale di battaglia; in Firenze suonava un mese prima che si muovesse l’esercito. Altri cognomi presenti nel territorio comunale ROMUALDI – ROMOALDI Dal nome proprio di persona Romualdo (antroponimo) d’antica e medievale tradizione storica ( omonimi duchi longobardi in Italia) e agiologica ( culto di San Romualdo ) . Dal germanico broth: fama o gloria, capo potente, perciò persona o stirpe famosa e potente o glorioso combattente. Panitaliano sporadico Romualdo I e II furono duchi di Benevento fra i Sec. VII-VIII e San Romualdo nato a Ravenna , monaco e abate, fondò nel 1017 l’ordine dei Camaldolesi ( così detti dal primo monastero di Camaldoli nell’Aretino ). MAINIVariante di Màino – Diffuso nel Nord con più alta frequenza in Lombardia ed in Emilia è la cognominizzazione del nome di origine germanico Màino che rappresenta un personale Magino o Maino già longobardico e quindi francone, che può essere sia un nome autonomo, a un solo elemento, formato da *magin – ( da un *magan- ) “forza, potere” ( il passaggio da Magin a Main è tanto longobardico quanto francone ), sia un ipocoristico , ridotto al 1° elemento di nomi composti. Ammette anche altre spiegazioni : può derivare direttamente dal nome francese Mainet, diffuso in Italia con l’epica carolingia. ROLANDI Diffuso dal Nord al Napoletano per Rolandi, nel Nord ( prev. In Liguria ) per Rollandi è la cognominizzazione del nome di origine germanico Rolando (o Rollando , forma di tipo provenzale o anche sostenuta dall’uso grafico , notarile e anagrafico ) , documentato in Italia a partire dal IX secolo. Il nome che in Italia è stato introdotto dai Franchi , si è poi diffuso e affermatonel XII secolo con l’epica carolingia francese e in particolare con la “Chanson de Roland” per il prestigio e la notorietà dell’eroe principale Roland, il primo paladino di Carlo Magno. Il personale germanico originario è composto da *hroth- fama, gloria e *nanthaz- audace, ardito diventato poi, per adattamento romanzo “che ha fama di ardiro” o “glorioso per il suo ardimento”.
    Il Cognome PAGANO diffuso con altissima frequenza in tutta l’Italia ( le forme tronche sono venete ) è la cognominizzazione del nome Pagano derivato da un originario soprannome formato da pagano, che nel Medio Evo indicava genericamente chi non apparteneva alla religione cristiana. E quindi, con valore di etnico, poteva denominare sia i vari Germani ( nella fase più antica della loro presenza in Italia )sia gli Unni e gli Ungari , sia e soprattutto, e fino all’età moderna , gli Arabi e i Turchi, cioè i Saraceni , gli appartenenti alla religione musulmana.
    Anche altri cognomi sono presenti da molti anni nella storia d Momperone, anche se non è stato possibile, nei documenti a nostra disposizione, trovare notizie storiche o aneddoti correlati. Per tali motivi gli stessi non sono stati citati. Bisogna precisare inoltre che le descrizioni dei vari cognomi partono da poche origini certe e da molte supposizioni. Che nella maggior parte dei casi sono state formulate delle ipotesi che possono avvicinarsi con minore o maggiore probabilità alla fonte del cognome stesso. In particolare le notizie inserite sono state tratte da : “Cognomi Italiani – Origine e significato” De Vecchi Editore ; “Dizionario Ragionato dei Cognomi Italiani” – Michele Frangipane ; “ Dizionario dei Cognomi Italiani - Emidio De Felice” – Oscar Studio Mondadori; “Tortona Insigne – Un millennio di storia delle famiglie Tortonesi di Aldo Berruti” a cura della Cassa di Risparmio di Tortona.

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